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5 accorgimenti fondamentali per garantire la business continuity in ambito IT

Marco Cavadini il 31 mag 18

Con continuità operativa si intende l’offerta (senza interruzione) dei propri prodotti e servizi anche in concomitanza con un evento avverso.

Si tratta di una capacità irrinunciabile per qualunque azienda, sia essa una piccola impresa o una multinazionale.

Con il termine business continuity ci si riferisce proprio alla strategia grazie alla quale si riescono a prevenire i “disastri” e ad assicurare la sopravvivenza delle funzioni essenziali dell’organizzazione.

In questo contesto la digitalizzazione offre importanti potenzialità, ma la dematerializzazione del patrimonio informativo pone anche dei rischi. I dati sono il primo asset con cui le aziende lavorano nel quotidiano: perderli in toto o in parte o non potervi accedere ha un effetto paralizzante, che nessuna impresa può permettersi. Vediamo qui di seguito cinque accorgimenti per gestire gli aspetti più critici:

1. Nessun single-point of failure

Il concetto di ridondanza nel mondo informatico, ed in particolare nelle infrastrutture di gestione dei dati, è tutt’altro che negativo. I sistemi ridondanti permettono, attraverso una configurazione duplicata, di evitare quei punti deboli che, messi sotto pressione da guasti o anomalie, potrebbero rendere tutto il sistema vulnerabile.

I data center sono per questo classificati in base alle capacità di garantire business continuity alle aziende. Esistono in particolare quattro livelli. Già con il tier III l’azienda ha una garanzia di continuità del 99,98%, che equivale ad un massimo di 1,6 ore di interruzione all’anno. Con questi sistemi si possono anche effettuare interventi di manutenzione senza dover bloccare le operazioni aziendali.

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2. Continuità elettrica e di raffreddamento

Tra gli addetti ai lavori non sono certo una novità i sistemi UPS. Per chi non li conoscesse, gli UPS, acronimo per Uninterruptible Power Supply, sono dei dispositivi che, interponendosi tra la rete elettrica e qualsiasi dispositivo, accumulano energia quando l’alimentazione elettrica è regolare, in modo da poter garantire continuità di funzionamento in caso di interruzioni.

Un’infrastruttura di gestione dei dati non può farne a meno. Un altro aspetto rilevante è poi la temperatura. Anche la continuità di raffreddamento deve essere assicurata, attraverso sistemi che siano semplici ma efficaci, preferibilmente sovradimensionati. Da ricordare che le temperature ottimali per gli apparati IT si aggirano tra i 22 e i 24°C e che anche gli sbalzi climatici possono avere un impatto estremamente negativo.

3. Sicurezza e vigilanza

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Come garantire la funzionalità del data center? Con la più classica delle soluzioni: la videosorveglianza. Le infrastrutture IT, di estrema rilevanza per assicurare la business continuity, vanno così presidiate 24 ore su 24, 7 giorni su 7, grazie al supporto di videocamere poste in punti strategici. Un’ulteriore sicurezza è data poi da diversi strumenti, quali bussole per entrata individuale tramite impronta digitale e sistemi di tracciamento degli accessi.

4. Sicurezza informatica

Non si tratta solo di presidiare e controllare l’infrastruttura fisica. In questo mondo digitale gli attacchi più pericolosi vengono proprio dalla rete. Anche questi attacchi possono causare la perdita di informazioni rilevanti o bloccare il funzionamento dei sistemi. Qui entra in gioco lo standard ISO/IEC 27001, norma internazionale che definisce gli standard e i requisiti per garantire un livello elevato di sicurezza delle informazioni. Estremamente rilevante l’Annex A, che contiene i 133 controlli a cui un’azienda deve far riferimento non solo per assicurare la continuità operativa ma anche per mantenersi conforme alla normativa.

5. Gestione degli allarmi e procedure di intervento

Si sa, prevenire è meglio che curare, ma prevedere ogni genere di guasto o anomalia è fuori dalle capacità umane. La strategia di business continuity dovrà quindi comporsi anche di una corretta ed efficiente gestione degli allarmi, oltre che della definizione puntuale e capillare delle procedure di intervento da seguire per risolvere eventuali problemi riducendo i rischi e le perdite informative. In caso di emergenza, gli operatori a presidio dell’infrastruttura IT dovranno poter far affidamento su procedure predefinite, oltre che accorgersi del problema il prima possibile.

In conclusione, garantire la continuità operativa delle proprie infrastrutture di gestione dei dati non è certo un compito semplice ma allo stesso tempo è un tema da non sottovalutare. Perdere delle informazioni o del tempo a causa di dati mancanti può avere degli impatti economici rilevanti, oltre che mettere a rischio la credibilità e l’immagine dell’azienda.

Se internamente non si hanno le risorse o le competenze per gestire i sistemi nella loro complessità, la scelta dell’outsourcing può offrire servizi migliori a fronte di minori costi.

 

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Categorie: business continuity, data center