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Data center in outsourcing:
perché, come e dove sceglierlo

Esternalizzare il proprio data center è una scelta vincente. Ma come farlo? Con quali fornitori? Ecco tutto ciò che serve sapere per garantire la business continuity.

Vuoi garantire la continuità operativa? Affidati a un data center svizzero

Indice

Cosa vuol dire outsourcing?

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La maggior parte delle aziende, in particolare quelle più piccole, continua a considerare il data center una proprietà, da tenersi stretti, all’interno della propria sede. In realtà, il centro di raccolta dati è un servizio che può essere, come altri, esternalizzato, affidandosi a professionisti certificati e competenti nel settore. Scegliere l’outsourcing per il proprio data center significa liberare il personale IT, spesso scarso in piccole e medie aziende, dalla complicata gestione dell’infrastruttura, per fare in modo che possa dedicarsi al supporto continuativo alle attività di business. I benefici saranno numerosi. Tra questi, costi minori, più flessibilità e garanzia di maggiore sicurezza, sia fisica sia da attacchi informatici.

L’azienda provider di servizi di outsourcing mette a disposizione spazi di storage in affitto. Rispetto alla costruzione proprietaria dell’infrastruttura dati, dunque, vi sarà una differenza fondamentale: si passa da una logica di investimento ad una di affitto

L’aumento di flessibilità nelle scelte strategiche aziendali è immediato. Sarà possibile aumentare o diminuire gli spazi di storage secondo le esigenze, il tutto con il supporto di professionisti che gestiranno gli aspetti tecnici, legali e informatici. Da non dimenticare, la possibilità di rimanere sempre aggiornati a livello tecnologico, evitando il rischio di obsolescenza e di manutenzione insufficiente con cui si scontrano molte aziende che hanno un data center proprietario.

Stai pensando di esternalizzare il tuo data center? Scarica la guida "i 10  criteri di selezione del data center" per capire come scegliere la location  perfetta!

Esternalizzare il data center: i vantaggi

Nel mondo dei professionisti IT, si parla sempre di più delle potenzialità di affidare il data center in outsourcing. Ti stai chiedendo quali siano gli effettivi vantaggi? Proviamo a riassumerli brevemente qui di seguito.

Prima di tutto, vantaggi economici. Vi sarà un’immediata diminuzione delle spese in conto capitale, mentre l’outsourcing, come acquisto di un servizio, ricadrà nei costi operativi. Inoltre, anche i costi operativi vedranno una diminuzione. L’azienda provider potrà usufruire e sfruttare importantissime economie di scala, in vari ambiti. In primis, costi del personale o dell’infrastruttura stessa. I benefici economici deriveranno anche dalla location del data center messo a disposizione. Mentre il costo dell’energia in Italia è uno dei più alti d’Europa, ci sono altri Paesi in cui il risparmio può essere consistente, ad esempio la Svizzera.

Risparmiare, però, non è tutto. Scegliendo un provider affidabile e competente ci saranno rilevanti impatti in termini di gestione dell’infrastruttura, aggiornamento tecnologico e mantenimento dell’integrità delle informazioni. Oltre a questo, i data center scelti dovranno avere caratteristiche quali certificazione di sicurezza delle informazioni , carrier neutrality e ridondanza. Il tutto per garantire al meglio la continuità operativa.

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Data center in outsourcing: cosa ti serve sapere?

Parlare di outsourcing può significare accedere e quindi dover scegliere tra varie alternative. La scelta principale sarà tra i servizi in colocation e quelli abilitati dal cloud computing. Nel primo caso, si tratta di spostare fisicamente i propri dati in spazi di storage messi a disposizione dall’azienda provider. Il cloud computing mette invece a disposizione dei data center virtuali, con vantaggi certamente rilevanti in termini di flessibilità ma anche con dei rischi: ad esempio la difficoltà nel calcolare ex-ante i costi dell’infrastruttura.

Ma se abbiamo deciso di esternalizzare il nostro data center aziendale o di affiancare alla nostra infrastruttura un centro di calcolo “preso in affitto”, cosa sarà importante sapere per favorire la miglior riuscita di questo processo? Sarà molto rilevante pianificare con cura il ruolo che l’infrastruttura in outsourcing avrà nella nostra intera strategia aziendale. Ancor di più, la scelta di un fornitore con il giusto know-how e la giusta credibilità, così come una valutazione accurata della location saranno tutti fattori da considerare prima di avviare nei fatti l’esternalizzazione.

I fornitori migliori supporteranno la tua azienda anche nel processo di migrazione dei dati, un processo per nulla banale che, se non ben presidiato, potrebbe mettere in pericolo l’integrità dei dati e causare l’interruzione delle normali attività di business.

 

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Business continuity al centro

Che cos’è la business continuity? Letteralmente continuità operativa, con questo termine ci si riferisce in particolare alla strategia grazie alla quale si riesce a garantire il corretto funzionamento e proseguimento delle attività aziendali anche di fronte a “disastri”. La tecnologia è oggi uno dei fattori che può abilitare una migliore gestione di questo aspetto, cruciale per il conseguimento della missione aziendale, ma la tecnologia stessa è anche la prima fonte di rischio. I dati, anche quelli critici o sensibili, sono sempre di più dematerializzati e basta, per semplificare, un’interruzione dell’energia elettrica per causare ingenti danni economici.

È proprio per questo che i data center offerti dalle società di outsourcing sono nella maggior parte dei casi riconducibili al terzo o quarto livello (Tier) della classificazione dell’Uptime Institute. Che cosa significa? Significa che si garantisce all’azienda cliente un’interruzione delle attività per al massimo 1,6 ore all’anno nel caso del terzo livello, ancor meno nel Tier IV.

Tutto ciò viene assicurato grazie ad accorgimenti tecnologici, in primis la ridondanza delle infrastrutture. La fa da padrone il concetto del “nessun single point-of-failure”, fondamentale nel mondo informatico, il quale permette, dal terzo livello in su, di effettuare anche la manutenzione del centro di calcolo senza dover interrompere il normale funzionamento operativo.

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Scegliere la location

Se sei arrivato a questo punto, sarai ormai convinto del fatto che tenersi stretti, in casa, il proprio data center è una convinzione poco efficace, più che una reale necessità. Sicurezza, costi e business continuity possono essere gestiti con migliori risultati da un’azienda specializzata, che va ad affittare degli spazi di storage a realtà che non hanno il data center nel proprio core business. Bene, ma dove dovranno trovarsi questi spazi? Non tutti i luoghi sono uguali, ed ecco che sorge un problema: quale location è da preferire?

Spostare la propria infrastruttura in Paesi in via di sviluppo, i quali hanno costi immobiliari e di manodopera minori, è in realtà una scelta miope. I primi fattori da tenere in considerazione sono infatti la stabilità politica e l’uso scarso, o nullo, della violenza. Due aspetti rari da trovare in Paesi nei quali l’assetto democratico non è ben radicato.

Oltre a caratteristiche politico-sociali, ci saranno poi fattori più concreti. Costo dell’energia, efficienza del mercato immobiliare e del mercato del lavoro, ridotta probabilità di catastrofi naturali e, infine, contesto normativo, in particolare in merito alle normative sulla privacy e la sicurezza dei dati. Per valutare tutte queste caratteristiche, si possono utilizzare vari ranking, sviluppati annualmente dalle principali istituzioni internazionali. Un grande supporto è dato dal Data Centre Risk Index, sviluppato annualmente dalla società di consulenza Cushman & Wakefield, che offre una visione di sintesi sulla migliore location per costruire un data center.

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Data center in Svizzera: la scelta giusta

Data center in Svizzera la scelta giusta

Nel 2016, nel Data Centre Risk Index già citato, la Svizzera è al terzo posto, superata solo da Islanda e Norvegia. Qual sono i fattori che indicano la Svizzera come una delle migliori scelte per costruire il proprio data center? O anche, quali sono i fattori che caratterizzano il piccolo Paese al di là delle Alpi come uno dei più affidabili per esternalizzare i propri centri di calcolo?

Una democrazia ben radicata nel tempo e partecipazione attiva dei cittadini al mantenimento di un territorio di buona qualità, che rimane al riparo, anche per conformazione geologica, da disastri naturali, quali terremoti o alluvioni. Questi due aspetti, pur lontani dalla tematica “data center”, hanno anch’essi un impatto. Entrando poi nei dettagli più concreti, concorrono al buon posizionamento della Svizzera gli alti livelli di connettività e grande efficienza del mercato dell’energia, oltre che un buon funzionamento del mercato immobiliare e efficienza del mercato del lavoro.

Scegliere la Svizzera significherà dunque accedere ad un territorio favorevole, ad un’economia che funziona e ad un contesto normativo che pone al primo posto le tematiche di privacy e sicurezza dei dati, il tutto per garantire la migliore continuità operativa del proprio business, appoggiandosi ad un’infrastruttura incredibilmente efficiente.

Certificazione ISO 27001: farsi trovare pronti

La sicurezza è un fattore da non sottovalutare, che può dipendere dalla location del data center o da altre caratteristiche, tecniche o organizzative. Da aspetti più noti, come il personale attivo 24h su 24 o le videocamere di sorveglianza, ad accorgimenti di sicurezza informatica e gestione della privacy. Un modo per valutare in maniera veloce ed efficiente i diversi provider rispetto a questo tema è senza dubbio la Certificazione ISO 27001.

Quando si parla di Certificazione ISO 27001 ci si riferisce ad uno standard che chi lavora nel mondo delle tecnologie dell’informazione conosce bene. La norma, internazionale, definisce le best practice da applicare ai sistemi di gestione della sicurezza dei dati, dagli aspetti logistici a quelli organizzativi. Esternalizzare il proprio data center è anche l’occasione per affidarsi ad un provider certificato, una condizione quasi irrinunciabile per molte società quotate o comunque dotate di risk management professionale, ma anche l’occasione per piccole e medie imprese di dotarsi di uno strumento fonte di vantaggio competitivo e maggior fiducia da parte dei clienti.

 

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